Le parole di Napolitano contro gli abusi del circo mediatico giudiziario
"E' indispensabile evitare condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura''. Il capo dello stato ha rivolto un forte richiamo ai magistrati affinché facciano "un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi". Leggi il testo completo del discorso
15 AGO 20

Il capo dello stato ha rivolto un forte richiamo ai magistrati affinché facciano "un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi bilanciando l'esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti". "Il discorso – ha precisato Napolitano – vale in specie per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso, come invece insegna la Corte di Cassazione, solo nei casi di assoluta indispensabilità per le specifiche indagine e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale, ma può essere lesivo della privatezza dell'indagato, o ancor di più, di soggetti estranei al giudizio".
Poi ha ha invitato i magistrati a "usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari".
La riflessione critica fatta da Napolitano riguarda anche "le fuorvianti esposizioni mediatiche" a cui si è prestata la magistratura: "La magistratura è un patrimonio del paese. Ma la sua immagine soffre di un offuscamento. I magistrati devono ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, non sentirsi investiti di improprie ed esorbitanti missioni, non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possano mettere in discussione l'imparzialità dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistartura in generale". Il riconsocimento del ruolo dei magistrati, quindi "non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone: il magistrato – ha sottolineato il capo dello stato – deve assicurare, in ogni momento, anche al di fuori delle sue funzioni, l'imparzialità e l'immagine di imparzialità su cui poggia la percezione che i cittadini hanno della sua indipendenza e quindi la loro fiducia".
Napolitano ha poi sollecitato una riforma della giustizia che miri "a un recupero di funzionalità, e insieme di razionale e limpido profilo, del sistema. Ognuno può e deve fare la sua parte. Le ragioni della crisi di fiducia nel sistema giustizia possono rinvenirsi certamente in gravi inadempienze e inadeguatezze normativa e strutturali – ha spiegato Napolitano – fin troppo analizzate e rispetto alle quali hanno tardato e tardano risposte di riforma, da concepire per altro con organicità, con equilibrio e con volontà di ampia condivisione".